Sabato 10 luglio alle ore 18.30, presso il nuraghe “Genna Maria” si terrà una visita guidata in compagnia del geologo Luigi Sanciu (direttore del GeoMuseo Monte Arci di Masullas e del PARC di Genoni) e dell’archeologo Giacomo Paglietti (direttore del Parco e Museo “Genna Maria”) alla scoperta della geologia del territorio e della storia del complesso nuragico.
dove si trova il nuraghe ?
Dalla collina panoramica,
sulla quale si trova il nuraghe,
racconteremo le vicissitudini geologiche della Marmilla
e dei territori limitrofi con approfondimenti sulla provenienza e caratteristiche dei materiali da costruzione dei monumenti nuragici.
A Genna Maria, all’uso prevalente della marna calcarea, si affianca l’utilizzo del basalto nella realizzazione di alcuni elementi architettonici.
A oltre 400 metri d’altezza, immerso in parco alberato profumato da essenze mediterranee, domina l’intera Marmilla: la vista arriva sino al golfo di Oristano a ovest e sino a Cagliari, distante 50 chilometri, a sud. Il complesso nuragico di Genna Maria sorge a controllo del territorio su una collina a un chilometro da Villanovaforru, paese, fondato sotto la dominazione spagnola, divenuto famoso dopo la sua scoperta a metà del Novecento.
È un nuraghe a struttura complessa:
Nel XV secolo a.C. un torrione centrale (alto dieci metri) con camera interna era circondato da un bastione a tre grandi torri unite da spesse mura.
La torre conteneva un bastione di quattro torri con feritoie.
A sua volta l’antemurale quadrilobato, aveva anche una funzione difensiva. All’interno e all’esterno di essa c’è il villaggio, nato attorno al X a.C. e costruito in più fasi, come testimonia l’evoluzione delle abitazioni.
Le capanne più recenti hanno strutture complesse a pianta centrale, con vani ellittici, quadrangolari e rettangolari, funzionali e decorati con varie forme.
Il complesso rimase a lungo spopolato nell’età del Ferro, in cui c era l usanza di venerare
Demetra
Core: nel cortile a cielo aperto si compivano cruenti sacrifici, mentre al centro del vano c’era il sacello destinato a simulacro ed ex voto dei fedeli.
cosa si trovava ?
I preziosi reperti, ben 600 lucerne,
monete,
vasi vitrei e fittili,
fiasche,
brocchette,
portabrace,
pintadere,
coppe di cottura,
macine,
ossa animali,
sono riferibili a sette secoli di frequentazione e testimoniano l’operosità della comunità nuragica e post-nuragica.
Oggi sono custoditi in un’elegante palazzina ottocentesca al centro del paese, un tempo ‘monte granatico’, divenuta museo archeologico Genna Maria. Espone anche i ritrovamenti del nuraghe , punici, romani e tardoantichi provenienti da insediamenti, necropoli e tombe monumentali dei paesi della Marmilla che formano il consorzio sa Corona Arrubia. All’interno rivivrai le fasi di vita quotidiana dei popoli nuragici e l’evoluzione dei riti sacri, sino a quelli romani e bizantini.
Biglietto di ingresso: euro 5,00 Scadenza iscrizioni: entro il 9 luglio 2021 I posti sono limitati