Due ragazze amiche sarde sono testimonial nelle scuole contro bullismo
Stefania in gruppo con altri compagni è stata l’autrice delle telefonate ingiuriose ad Alessia. Poi insieme ad altri 13 ragazzi ha subito un processo che si è concluso con una pena rieducativa.
Il loro caso era finito alla ribalta delle cronache nazionali, ma ha avuto fortunatamente un lieto fine. L’incontro, i pianti, le scuse, i chiarimenti, il perdono e una grande amicizia cementata dal percorso di dolore e coraggio che le ha portate a diventare testimonial del fenomeno del bullismo nelle scuole.
Oggi all’Istituto Superiore Francesco Ciusa di Nuoro, in occasione della giornata del bullismo e cyberbullismo promossa dall’Istituto nuorese e dalla Cooperativa Lariso, le due ragazze hanno parlato a centinaia di studenti. Poi la proiezione del docufilm di Luca Pagliari “Le parole nel cuore”, ispirato alla loro storia.
Avevo appena 12 anni e avevo chiesto a mia madre parrucchiera di tingermi le punte dei capelli di rosso. Da lì, ricorda Alessia parte l’invidia nei mie confronti e i comportamenti feroci dei miei coetanei che mi hanno portato sull’orlo del baratro. All’improvviso l’isolamento, nessuno mi salutava, non uscivo più, non dormivo la notte. Mia sorella e i miei genitori mi hanno incoraggiato a denunciare, ma è solo quando ho incontrato Stefania a un corso di pattinaggio che le cose iniziano a cambiare. Credevo davvero alle cose che si dicevano su Alessia e mi sento in colpa per averla fatta soffrire. Questo è quanto confessa Stefania. Mi sono presa anch’io la mia fetta di dolore sulle spalle, ma oggi è cambiato tutto: grazie a lei ho scoperto la lealtà e l’amicizia. Dico a tutti: si può cambiare e migliorare basta ascoltare gli altri e guardarsi dentro.